venerdì 30 gennaio 2009

Dionisio Aguado

Dionisio Aguado (Madrid, 8 aprile 1784 – Madrid, 29 dicembre 1849) è stato un chitarrista e compositore spagnolo.

Dopo aver studiato in Spagna ed essersi perfezionato alla scuola di Francesco Moretti si recò a Parigi dove cominciò la sua intensa carriera da concertista. Le sue doti chitarristiche richiamarono l'attenzione di diversi maestri del tempo: Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini e Niccolò Paganini.
Fu riconosciuto come virtuoso dalla stesso Fernando Sor, che gli dedicò uno dei suoi più celebri brani per due chitarre, Les deux amis op. 47.

Aguado ritornò in Spagna in veste di didatta e scrisse diversi metodi per l'apprendimento della tecnica strumentale e testi sull'insegnamento. Ideò anche un modo per aumentare la capacità sonore della cassa armonica della chitarra appoggiandola su un treppiede:, infatti essendoci poco contatto tra il nostro corpo e quello della chitarra, la cassa armonica poteva risuonare più facilmente. Ma questo metodo non ebbe molto successo, tanto che venne ben presto dimenticato.


Composizioni
Con numero d'opera

Douze valses op. 1
Trois rondo brillantes op. 2
Huit petites pièces op. 3
Six petites pièces op. 4
Quatre andantes et quatre valses op. 5
Valses faciles op. 7
Contredanses et valses faciles op. 8
Contredanses non difficiles op. 9
Exercices faciles et très utiles op. 10
Les favorites, Huit contredanses op. 11
Six menuets & six valses op. 12
Morceaux agréables non difficiles op. 13
Dix petites pièces non difficiles op. 14
Le menuet affandangado op. 15
Le fandango varié op. 16
Senza numero d'opera

Douze walses
Allegro
Variaciones
Variaciones brillantes
Collección de Andantes, Valses y Minuetos
Valses caractéristiques
Gran solo de Fernando Sor (op. 14)
Metodi e studi

Collección de estudios
Nuevo método de guitarra op. 6
Nuevo método para guitarra

mercoledì 21 gennaio 2009

Un Italiano a Caracas "Antonio Luuro"


Antonio Lauro nato a Ciudad Bolívar il 3 agosto 1917 e morto a Caracas 18 aprile 1986 è stato un compositore e uno dei più importanti chitarristi in Venezuela.
Fondò e diresse diversi cori in istituti di scuola media tra i quali il liceo Fermìn Toro, il liceo Luis Rametti e la Escuela Normal Gran Colombia.
Nonostante non si conoscano i nomi dei suoi genitori, si sa però che suo padre era un barbiere e musicista di origine italiana e che sua madre era guayanesa.
Studiò musica a Caracas, nell'Academia de Musica y Declamaciòn, dove fu discepolo di Vicente Emilio Sojo, Juan Bautista Plaza, Savador Llamozas y Raúl Borges che fu suo maestro di chitarra tra il 1930 e il 1940. Necessitando di fondi per finanziarsi gli studi, accettò lavori di chitarrista nei programmi radiofonici dell'emittente Broadcasting Caracas (l'attuale Radio Caracas Radio).
Fece anche parte del coro Lamas, dove faceva, però, le veci del basso. Nel 1935 creò Los Cantores del Tròpico, dove cominciò ad emergere sia come compositore che come arrangiatore, specialmente di composizioni per chitarra. Dal 1940, quando ricevette il titolo di maestro compositore, cominciò a dedicarsi formalmente alla composizione musicale. Nel 1947, concluse una delle sue prime opere importanti, il poema sinfonico per solista e coro Cantaclaro, ispirato dall'opera omonima di Ròmulo Gallegos. Subito dopo il colpo di stato del 24 novembre 1948, fu incarcerato per i suoi legami con alcuni dirigenti del partito Acciòn Democràtica e rimase in esilio per 10 anni (1948-1958).
Antonio Lauro è considerato uno dei principali maestri di chitarra latino-americani, contribuendo ad ampliare definitivamente il repertorio universale di questo strumento.

Tomas Antonio Lauro nacque il 3 agosto 1917 a Ciudad Bolivar da Armida Cotroneo e da Antonio Lauro, barbiere originario di Pizzo, emigrato in America carico di speranze riposte nel suo fagotto di esperto artigiano e musicista dilettante. Nel 1924 la famiglia Lauro lasciò Ciudad Bolivar alla volta di Caracas.
Fu quello un periodo duro e Antonio, per guadagnarsi il pane e studiare, lavorava alla “Broadcasting Caracas” come chitarrista ufficiale, con la mansione di accompagnatore di piccoli gruppi strumentali e di cantanti professionisti o dilettanti.
Nel 1933, sotto la guida del maestro Llamosas, uno dei migliori insegnanti di pianoforte del Venezuela nonché apprezzato valsista, Antonio iniziò gli studi presso la Academia de Mùsica y Declamaciòn.
Nel contempo seguiva più corsi accademici: violoncello con Andrés Anez, corno con Federico Williams, canto con Primo Moschini e Alfredo Hollander, organo con Evencio Castellanos, storia della musica con Juan Bautista Plaza, chitarra con Raùl Borges, composizione con Vicente Emilio Sojo, musicista che è all’origine del movimento chitarristico venezuelano e che aveva impartito a Lauro i primi insegnamenti su questo strumento.
Ma la grande svolta artistica fu l'incontro con Barrios Mangoré, il grande virtuoso paraguayano della chitarra, invitato dalla radio nazionale venezuelana per esibirsi in alcune interpretazioni con il suo strumento.
Lauro rimase folgorato dal virtuosismo del maestro capace di far cantare le sei corde esaltandone la bellezza del suono e le infinite timbriche. Mangoré suonava, per detta dello stesso Lauro «con una maestria senza eguali e spiegava i segreti della sua tecnica pazientemente e in forma totalmente disinteressata. Componeva con gran facilità e si lamentava sempre di non poter dedicare molto tempo alla composizione».
La chitarra diveniva da quel momento uno stimolo vitale alla creazione «La guitarra para mi es la vida» egli dichiarerà in un intervista; ed in altra occasione affermerà «Donde haya una guitarra hay un vals venezolano».
In effetti la sua produzione musicale per chitarra si incentra in buona parte su questo ritmo — danza tipico anche di altri paesi latinoamericani come il Perù o ‘Argentina.
È lo stesso Barrios è a sua volta autore di valzer. Ma il valzer venezuelano modellato da Lauro è per raffinatezza e per ispira¬zione un’espressione accademica della cultura musicale venezuelana ben identificabile ed a sé stante.
Lauro riusciva nell’intento di affiancare ed affrancare il repertorio pianistico di valsisti venezuelani come Palacios e Llamozas quello: chitarristico, nella convinzione che il vals era, per combinazioni ritmiche, per adenza “femminea” per congenita eleganza, forma musicale degna di essere inserita nella schiera dell’espressione musicale accademizzata del Venezuela e » degna di divulgazione nel mondo intero. La chitarra, in tale operazione era “strumento” ideale (il cuatro venezuelano brebbe creato ai musicisti europei problemi per l’accordatura e comunque per la tipicità folklorica).
lmportante nell’approccio alla chitarra, il ruolo svolto da Raùl Borges suo insegnante dello strumento, presente al primo incontro del giovane Lauro con il Barrios.
Borges oltretutto era stato il primo titolare della cattedra di chitarra all’Accademia di Caracas istituita su iniziativa di Sojo non senza aver superare la tenace resistenza frapposta dai docenti di formazione europea uno strumento ritenuto di estrazione troppo popolare.
Ed a Borgés il Venezuela deve l’avvio di una scuola chitarristica classica in grado di formare gli studenti sulla migliore letteratura su questo strumento, dai ispano-americani e non (Mangoré, Segovia, Regino Sàinz de la Nana Luisa Anido, Martinez Oyanguren) alla tradizione classica di Bach, Paganini, Albéniz.

Lauro non prescindeva, nella produzione musicale per chitarra, dalla sua vena di strumento di esecuzione e trasmissione del folklore venezuelano, una direttrice ispirativa folklorica che permarrà anche dopo le prime composizioni (Canciòn, il valzer Tatiana, quello dedicato alla figlia Natalia) e che si ritiene preminente nella prima fase della sua attività quella contestuale alla sua formazione musicale, più schiettamente ed autenticamente legata alla musica popolare.

domenica 18 gennaio 2009

Federico Moretti "Metodo per chitrra"


Il primo metodo per chitarra

Si suppone che Federico Moretti sia nato a Napoli all'inizio della seconda metà del '700, mentre, per quanto concerne la sua formazione musicale, Philip Bone c'informa che egli suonava il violoncello1. Riguardo alla preparazione chitarristica, nella prefazione alle Prime Lezioni Per Chitarra ( a 5 corde) Moretti si autodefinisce un “Dilettante”2, o piuttosto, diremmo noi, un "autodidatta", giacché nell'introdurre i Principj della chitarra a sei corde egli dichiara anche di non aver “ritrovato alcuno, che avesse potuto guidar[lo] alla conoscenza di quell'istrumento”3.
Ma è proprio in virtù della mancanza di questa preparazione specifica che le opere didattiche per chitarra di Moretti assumono quel carattere pionieristico che le rende così originali. Mi riferisco in particolar modo alle Prime Lezioni Per Chitarra che, più di tutte, risentono fortemente della formazione violoncellistica dell'autore.
Come ha evidenziato Franco Poselli, le Lezioni si compongono di 26 brevi studi così suddivisi: a) 2 "Lezioni" alla "prima posizione"; b) 10 "Lezioni" al "primo manico"; c) 12 "Lezioni" al "secondo manico"; d) 2 "Lezioni" al "terzo manico". Secondo la terminologia usata da Moretti, la "prima posizione" corrisponde all'attuale I e II posizione chitarristica; il "primo manico" alle odierne I-II-III posizione (ma si arriva anche in V); il "secondo manico" alla IV e V posizione (ma si arriva anche in VII); il "terzo manico" parte dalla VI fino a raggiungere la IX e la X posizione4.
In realtà, i termini “posizione” e “manico” utilizzati da Moretti sulla chitarra sono stati da lui mutuati direttamente dal lessico violoncellistico. Nella diteggiatura degli strumenti ad arco, la “prima posizione” è quella in cui l'indice realizza il suono che si trova un tono sopra la corda vuota; la “seconda posizione” si ha invece quando l'indice si trova un tono (o un semitono diatonico) sopra la prima posizione, e così via. La “mezza posizione” – detta anche “mezza manica” – è quella in cui l'indice sta un semitono sotto la prima posizione e corrisponde a ciò che oggi intendiamo per "prima posizione" chitarristica.
Inoltre, sul violoncello distinguiamo anche i seguenti tre tipi di posizione: a) normale, quando il 1° e 2° dito realizzano un semitono e il 1° e il 4° una terza minore; b) con estensione, quando il 1° e il 2° dito realizzano un tono e il 1° e il 4° una terza maggiore; c) con il capotasto (con il pollice della mano sinistra posto trasversalmente sulle corde), quando il 1° e 4° dito arrivano a realizzare una quarta giusta, ed eccezionalmente una quinta giusta.






1 Phlip Bone, The Guitar and Mandolin, op. cit., p. 244.
2 Federico Moretti, Prime Lezioni Per Chitarra, ms., s.l., s.d., Biblioteca del Conservatorio, Milano.
3 Federico Moretti, Prinicpj per la chitarra a sei corde, Napoli 1804.
4 Cfr. Franco Poselli, Federico Moretti e il suo ruolo nella storia della chitarra, “Il Fronimo”, luglio 1973, n. 4, p. 13.


Ad una più attenta analisi s'intuisce come Moretti abbia voluto in qualche modo includere nel termine “manico” le posizioni violoncellistiche “col capotasto”, stravolgendone però il significato originale. Infatti, sulla chitarra il pollice della mano sinistra può agire sulle corde basse solo sporgendosi da dietro il manico e non ponendosi trasversalmente alle corde, come invece avviene nella prassi violoncellistica.
La cosa non deve comunque stupirci visto che si tratta di un procedimento tecnico assai diffuso nei primi decenni dell'Ottocento e che fu sfruttato anche da Paganini. Non dimentichiamo, inoltre, che le Lezioni di Moretti sono destinate alla chitarra a 5 corde che, essendo munita di un manico più stretto, poteva più facilmente consentire al pollice della mano sinistra di raggiungere le corde basse aggirando il manico posteriormente.
Solo così possiamo comprendere perché Moretti sia giunto ad estendere l'ambito del "primo manico" fino al V tasto, quello del "secondo manico" fino al VII e del "terzo manico" fino al X. Tutto ciò perché è il pollice della mano sinistra (usato a mo' di capotasto) e non l'indice a stabilire il punto d'inizio di ciascuna posizione.
Voglio chiudere questa prima parte con una citazione di Thomas F. Heck che, in un contributo su Mauro Giuliani colloca “il più versatile fra gli esecutori-compositori della prima generazione di chitarristi” accanto agli italiani Federico Moretti e Ferdinando Carulli. Ad un certo punto Heck rileva che “…la chitarra classica è più debitrice alla famiglia del violino, in termini di notazione e di dettagli costruttivi, che alla chitarra barocca. E non è certo un fatto accidentale che
Giuliani e Sor fossero abili suonatori di strumenti ad arco in orchestra prima di passare alla chitarra. Prima furono musicisti, poi chitarristi. Qui sta un'importante ragione del loro successo”5.
In effetti, sembra proprio che la conoscenza di uno strumento ad arco da parte dei chitarristi virtuosi di primo Ottocento non costituisca una mera coincidenza, ma il fondamento stesso della loro eccezionalità artistica. Dal biografo Filippo Isnardi sappiamo infatti che, all'età di 18 anni, Mauro Giuliani si trovava a Vienna, dove “…si perfezionò nel contrappunto, nel suono del violoncello e soprattutto della Chitarra, alla quale interamente si diede”6; di Fernando Sor sappiamo invece che da ragazzo suonava la chitarra di suo padre e prendeva lezioni di violino7. Ma la notizia certamente più sconcertante su di lui è riportata nel Diccionario de Efemérides (I vol., Madrid 1868) di Baltsar Saldoni in cui si osserva che: “…nell'anno 1802 o 1804 il console d'Austria diede un gran concerto, in cui riunì tutti i più eleganti e notevoli musicisti che comprendeva Malaga; in questa occasione Sor suonò un assolo di contrabbasso con variazioni che lasciò ammirati e sorpresi tutti coloro che lo udirono, ivi compresi i musicisti presenti”8. Secondo F.J. Fétis, Ferdinando Carulli, figlio di un eminente letterato napoletano, “…incominciò lo studio del violoncello che in seguito abbandonò per dedicarsi allo studio della chitarra”9. C'è infine da citare il versatile chitarrista-violinista Luigi Rinaldo Legnani fortemente legato da reciproca stima ed amicizia a Niccolò Paganini, che lo definì “primo suonatore di quell'istrumento”10.








5 Thomas F. Heck, Mauro Giuliani: Un omaggio in occasione del bicentenario della nascita e un nuovo ritratto, in “Il Fronimo” , ottobre 1981, n. 37, p. 48.
6 “Cenni Biografici intorno a Mauro Giuliano, comunicati per la parte storica dal pregevole Sig. Filippo Isnardi, peritissimo della scienza musicale.” L'Omnibus, foglio periodico IV, 3 (sabato 30 aprile 1836) p. 12. Citato da Thomas F. Heck in Giuliani in Italia, “Il Fronimo”, luglio 1974,, n. 8, p. 16.
7 Encyclopédie Pittoresque de la Musique di Ledhuy e H. Bertini, Parigi, 1835.
8 Cfr. Brian Jeffery, L'attività concertistica di Fernando Sor, “Il Fronimo”, gennaio 1974, n° 6, p. 6.
9 F.J. Fétis, La musique mise à la portée de tout le monde, p. 227. Citato da Mario Dell'Ara in Ferdinando Carulli, “Il Fronimo”, luglio 1979, n. 28, p. 7.
10 Cfr. A. Codignola, Paganini intimo, Genova 1925, p. 488, da una lettera al Germi del 17-7-1836.

mercoledì 14 gennaio 2009

Accademia della Chitarra


L'Associazione chitarristica "Andres Segovia" sita in via xx Settembre 107 Gubbio 06024 tel 07592277852 oppure 3385882739

presenta per l'anno accademico 2008-2009
"Corsi di chitarra classica"
tenuti dal maestro Ciro Carbone
il corso prevede lezioni individuali o collettive
al fine, di gradificare i discenti meritevoli, sarà organizzato un saggio di fine corso, che ti terrà durante IGF 2009 a Gubbio

Tipologie corsi proposti

Corso base: rivolto a tutti coloro che vogliono cominciare ad orientarsi nello studio specifico della chitarra classica
Corso avanzato: rivolto a chitarristi che hanno già un'esperienza musicale di base e a diplomati che vogliono perfezionare brani per concerti, concorsi etc.etc...
I brani potranno far parte della letteratura chitarristica, liutistica e strumenti similari (musica antica)