mercoledì 21 gennaio 2009

Un Italiano a Caracas "Antonio Luuro"


Antonio Lauro nato a Ciudad Bolívar il 3 agosto 1917 e morto a Caracas 18 aprile 1986 è stato un compositore e uno dei più importanti chitarristi in Venezuela.
Fondò e diresse diversi cori in istituti di scuola media tra i quali il liceo Fermìn Toro, il liceo Luis Rametti e la Escuela Normal Gran Colombia.
Nonostante non si conoscano i nomi dei suoi genitori, si sa però che suo padre era un barbiere e musicista di origine italiana e che sua madre era guayanesa.
Studiò musica a Caracas, nell'Academia de Musica y Declamaciòn, dove fu discepolo di Vicente Emilio Sojo, Juan Bautista Plaza, Savador Llamozas y Raúl Borges che fu suo maestro di chitarra tra il 1930 e il 1940. Necessitando di fondi per finanziarsi gli studi, accettò lavori di chitarrista nei programmi radiofonici dell'emittente Broadcasting Caracas (l'attuale Radio Caracas Radio).
Fece anche parte del coro Lamas, dove faceva, però, le veci del basso. Nel 1935 creò Los Cantores del Tròpico, dove cominciò ad emergere sia come compositore che come arrangiatore, specialmente di composizioni per chitarra. Dal 1940, quando ricevette il titolo di maestro compositore, cominciò a dedicarsi formalmente alla composizione musicale. Nel 1947, concluse una delle sue prime opere importanti, il poema sinfonico per solista e coro Cantaclaro, ispirato dall'opera omonima di Ròmulo Gallegos. Subito dopo il colpo di stato del 24 novembre 1948, fu incarcerato per i suoi legami con alcuni dirigenti del partito Acciòn Democràtica e rimase in esilio per 10 anni (1948-1958).
Antonio Lauro è considerato uno dei principali maestri di chitarra latino-americani, contribuendo ad ampliare definitivamente il repertorio universale di questo strumento.

Tomas Antonio Lauro nacque il 3 agosto 1917 a Ciudad Bolivar da Armida Cotroneo e da Antonio Lauro, barbiere originario di Pizzo, emigrato in America carico di speranze riposte nel suo fagotto di esperto artigiano e musicista dilettante. Nel 1924 la famiglia Lauro lasciò Ciudad Bolivar alla volta di Caracas.
Fu quello un periodo duro e Antonio, per guadagnarsi il pane e studiare, lavorava alla “Broadcasting Caracas” come chitarrista ufficiale, con la mansione di accompagnatore di piccoli gruppi strumentali e di cantanti professionisti o dilettanti.
Nel 1933, sotto la guida del maestro Llamosas, uno dei migliori insegnanti di pianoforte del Venezuela nonché apprezzato valsista, Antonio iniziò gli studi presso la Academia de Mùsica y Declamaciòn.
Nel contempo seguiva più corsi accademici: violoncello con Andrés Anez, corno con Federico Williams, canto con Primo Moschini e Alfredo Hollander, organo con Evencio Castellanos, storia della musica con Juan Bautista Plaza, chitarra con Raùl Borges, composizione con Vicente Emilio Sojo, musicista che è all’origine del movimento chitarristico venezuelano e che aveva impartito a Lauro i primi insegnamenti su questo strumento.
Ma la grande svolta artistica fu l'incontro con Barrios Mangoré, il grande virtuoso paraguayano della chitarra, invitato dalla radio nazionale venezuelana per esibirsi in alcune interpretazioni con il suo strumento.
Lauro rimase folgorato dal virtuosismo del maestro capace di far cantare le sei corde esaltandone la bellezza del suono e le infinite timbriche. Mangoré suonava, per detta dello stesso Lauro «con una maestria senza eguali e spiegava i segreti della sua tecnica pazientemente e in forma totalmente disinteressata. Componeva con gran facilità e si lamentava sempre di non poter dedicare molto tempo alla composizione».
La chitarra diveniva da quel momento uno stimolo vitale alla creazione «La guitarra para mi es la vida» egli dichiarerà in un intervista; ed in altra occasione affermerà «Donde haya una guitarra hay un vals venezolano».
In effetti la sua produzione musicale per chitarra si incentra in buona parte su questo ritmo — danza tipico anche di altri paesi latinoamericani come il Perù o ‘Argentina.
È lo stesso Barrios è a sua volta autore di valzer. Ma il valzer venezuelano modellato da Lauro è per raffinatezza e per ispira¬zione un’espressione accademica della cultura musicale venezuelana ben identificabile ed a sé stante.
Lauro riusciva nell’intento di affiancare ed affrancare il repertorio pianistico di valsisti venezuelani come Palacios e Llamozas quello: chitarristico, nella convinzione che il vals era, per combinazioni ritmiche, per adenza “femminea” per congenita eleganza, forma musicale degna di essere inserita nella schiera dell’espressione musicale accademizzata del Venezuela e » degna di divulgazione nel mondo intero. La chitarra, in tale operazione era “strumento” ideale (il cuatro venezuelano brebbe creato ai musicisti europei problemi per l’accordatura e comunque per la tipicità folklorica).
lmportante nell’approccio alla chitarra, il ruolo svolto da Raùl Borges suo insegnante dello strumento, presente al primo incontro del giovane Lauro con il Barrios.
Borges oltretutto era stato il primo titolare della cattedra di chitarra all’Accademia di Caracas istituita su iniziativa di Sojo non senza aver superare la tenace resistenza frapposta dai docenti di formazione europea uno strumento ritenuto di estrazione troppo popolare.
Ed a Borgés il Venezuela deve l’avvio di una scuola chitarristica classica in grado di formare gli studenti sulla migliore letteratura su questo strumento, dai ispano-americani e non (Mangoré, Segovia, Regino Sàinz de la Nana Luisa Anido, Martinez Oyanguren) alla tradizione classica di Bach, Paganini, Albéniz.

Lauro non prescindeva, nella produzione musicale per chitarra, dalla sua vena di strumento di esecuzione e trasmissione del folklore venezuelano, una direttrice ispirativa folklorica che permarrà anche dopo le prime composizioni (Canciòn, il valzer Tatiana, quello dedicato alla figlia Natalia) e che si ritiene preminente nella prima fase della sua attività quella contestuale alla sua formazione musicale, più schiettamente ed autenticamente legata alla musica popolare.

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